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Come vedere il tonno all’ecoscandaglio: tracce, palla di esche e impostazioni

Trovare il tonno è, in buona parte, saper leggere l’ecoscandaglio. Ma il tonno è un pesce difficile: non ha vescica natatoria, che è ciò che restituisce più eco nelle altre specie, e si muove veloce. Con le impostazioni automatiche di solito passa inosservato. Ecco le chiavi, con uno schema nostro: non è una schermata reale, ma ciò che bisogna imparare a riconoscere.

Schema didattico di tracce di tonno, palla di esche e termoclino su un ecoscandaglio
Illustrazione didattica Aerovik: così si leggono le tracce, non è uno schermo reale.

Frequenza

  • 50 kHz: cono ampio e molta portata; vede più acqua con meno dettaglio. Bene per localizzare esche e strati in profondità.
  • 200 kHz: cono stretto e dettaglio fino; separa i pesci dalla palla di esche fino a 60–80 m.
  • CHIRP: spazza una banda di frequenze e disegna tracce più nitide. Per il tonno funzionano bene le bande medie; molti comandanti lavorano intorno a 80–110 kHz quando lo strumento lo permette. Con schermo diviso, 50 kHz da un lato e CHIRP medio dall’altro.

Impostazioni che fanno la differenza

  • Guadagno manuale, un po’ sopra quello che lascerebbe l’automatico: il tonno restituisce poco eco e il modo auto lo pulisce come rumore. Alza finché compare un po’ di grana e scendi di un punto.
  • Scala manuale, fissata alla profondità in cui lavori (per esempio 0–80 m), così lo schermo non si riscala ogni volta che cambia il fondo.
  • Simboli pesce spenti (Fish ID su Garmin e Lowrance): disegnano pesciolini dove c’è rumore e nascondono la forma reale della traccia.
  • A-Scope o barra dell’eco in tempo reale attiva: dice se il pesce è ora sotto la barca.
  • E soprattutto: non cambiare le impostazioni ogni giorno. Solo con la stessa configurazione imparerai a riconoscere una traccia.

Come si vede un tonno

  • Una traccia spessa davanti che si affina dietro, in diagonale: sale o scende secondo come attraversa il fascio. Se nuota con la barca, la traccia si allunga.
  • Più tratti alla stessa profondità e con la stessa inclinazione: un banco.
  • Un arco largo e lento è di solito uno squalo o un pesce grosso poco mobile; i delfini disegnano tratti grandi, molto veloci, e salgono a respirare.

La palla di esche e il termoclino

La palla di esche è una nube densa, spesso con un vuoto al centro quando i predatori attaccano dal basso. Il termoclino si disegna come una linea tenue e continua a mezz’acqua: il tonno lavora spesso appena sopra, dove l’acqua è più calda e c’è cibo. Se vedi esche e tracce spesse sotto, è il momento di mettere lo spread in acqua.

Impostazioni su Garmin e Lowrance

  • Garmin: Ecoscandaglio → Menu → Guadagno (Manuale), Scala (Manuale), Simboli pesce (Off), A-Scope (On); sugli strumenti CHIRP, frequenza «Media» per il tonno.
  • Lowrance: Sensibilità (Manuale), Scala (Manuale), Fish ID (Off), Colorline a piacere per separare esche e pesci grossi; in CHIRP, «Medium».

I nomi cambiano tra modelli: il manuale del tuo strumento ha l’ultima parola.

Quanto vedi: angolo, frequenza e potenza

Il trasduttore non guarda un punto: guarda un cono. Più si apre, più acqua vedi e meno dettaglio hai. I numeri abituali:

TrasduttoreFrequenzaAngoloPortata indicativa
50/200 kHz, 600 W (mare)50 kHz~29°fino a ~350 m
200 kHz~12°
83/200 kHz, 120 W (acqua dolce, costa)83 kHz~52°~120 m
200 kHz~22°
CHIRP basso28–60 kHz (o 42–65)ampioquello che arriva più a fondo: 400 m e oltre
CHIRP medio80–135 kHzmedio (6–11° su un 1 kW)il preferito per tonno e jigging profondo
CHIRP alto150–250 kHzstretto (25° su un TM185HW da 1 kW)~150 m, massimo dettaglio

Diametro del cono = 2 × profondità × tan(angolo/2). Su 50 m di fondo un cono di 12° copre circa 10 m di diametro; uno di 29°, 26 m; uno di 52°, 49 m. Un tonno a 15 m dalla barca non esiste per un cono stretto: per questo lo schermo diviso (ampio da un lato, stretto dall’altro) è la regola dei comandanti.

600 W o 1 kW? La potenza non dà «più pesci»: dà eco utile più in profondità e con la barca in movimento, con meno perdita del fondo in accelerazione. Sotto i 100 m un 600 W ben installato basta e avanza; per leggere da 150 a 400 m, o tenere il fondo a 20 nodi, il kilowatt si sente. Quello che toglie più letture non è la potenza ma un trasduttore mal posizionato: bolle, pattini, scia dell’elica o un passascafo con l’inclinazione sbagliata.

Sensibilità e palette

  • Sensibilità (Lowrance) o guadagno (Simrad) in manuale, tra +2 e +10 sopra l’automatico. Regola dei comandanti del jigging: su 100–150 m di fondo, meglio saturare di rumore gli strati dove non pescherai che perdere una traccia incollata al fondo.
  • Riduzione del rumore e chiarezza di superficie: spente salvo interferenze di altre barche; cancellano anche i pesci superficiali.
  • Palette: con riempimento del fondo (su Lowrance, la 13) per vedere il pesce incollato al fondo; senza riempimento (1–12) per giudicare la durezza. Fondo duro = linea spessa e intensa, spesso con secondo eco; fondo morbido = linea sottile. Contrasto della palette tra 70 e 78%.
  • Termoclino: due linee sottili e orizzontali che attraversano tutto lo schermo.

Dove sta il pesce dentro il cono

Un pesce che entra dal bordo del cono restituisce poco eco (colori freddi) e, se attraversa il centro, sale ai colori caldi: la traccia cambia colore da fuori a dentro. Con l’A-Scope (eco in tempo reale) vedi se è sotto la verticale della barca adesso. Arco completo: il pesce ha attraversato tutto il cono. Mezzo arco: è entrato e uscito da un lato, o la barca ha cambiato rotta. E attenzione agli angoli morti: dietro una roccia o una scarpata il cono non vede; ripassa la zona da un’altra direzione.

Velocità di impulso e di scorrimento

Velocità di impulso (ping): quanti impulsi al secondo. Alzarla aiuta con le interferenze di altre barche e a seguire l’esca in verticale; abbassarla dà un po’ più di dettaglio in profondità. Velocità di scorrimento: quanto corre lo schermo. In traina, normale; in verticale, veloce, per vedere subito la reazione all’esca. Nessuna delle due cambia ciò che c’è sotto: solo come viene disegnato.

Altri predatori e il foraggio

  • Pagri, cernie e dentici: archi spessi e chiari, incollati al fondo o alla roccia; si vedono meglio col riempimento del fondo.
  • Sugarelli, sgombri e sardine (foraggio): nubi dense e compatte, a volte con un vuoto al centro; spigole e palamite lavorano ai bordi.
  • Pesce spada e tonno obeso: tracce spesse e molto profonde (100–400 m), terreno del CHIRP basso e del kilowatt.
  • Squalo: arco largo e lento. Delfini: tratti grandi, veloci e in gruppo, che salgono a respirare.

Il trucco dei comandanti

Ogni volta che sali un pesce, fai uno screenshot dell’ecoscandaglio. In poche uscite avrai la tua collezione di tracce confermate, per la tua barca e il tuo strumento. Vale più di qualsiasi foto su internet.

Fonti

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